Produttore di sistemi di nebulizzazione innovativi

Fog, Misting, Cooling, Umidificazione, Water Mist, Depolverazione, Deodorazione

raffrescamento dei bovini in estatePianificare la strategia per combattere lo stress da caldo: capire il pericolo che incombe sui nostri animali

Fare: rinfrescare la stalla, individuando il sistema più adeguato alle vostre esigenze, alla tipologia di stabulazione e alle medie climatiche

Controllare: verificare il miglioramento delle condizioni di benessere del bovino, sia durante la lattazione che in secca, 

Agire: prevenire lo stress da caldo è meglio che curarlo, quando gli effetti si sono già manifestati.

 

Lo stress da caldo del bovino è un problema universalmente conosciuto che comincia a manifestarsi già nei mesi di maggio e perdura fino ad ottobre.

Durante i mesi estivi, quando la temperatura raggiunge anche 36-37 °C, non sono infrequenti i decessi causati dalla temperatura eccessiva: lo dimostra uno studio condotto dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Emilia Romagna su un campione di 320000 capi dal 2002 al 2007.

Anche questo studio condotto dall'università di Viterbo, dimostra come elevati valori di temperatura e umidità costituiscano una vera e propria causa di mortalità negli allevamenti bovini e come una corretta politica di riduzione del rischio "a priori" consenta di ridurre i costi associati alla mortalità dei bovini.

Il parametro da monitorare

E' noto che la temperatura elevata risulta dannosa in relazione al tasso di umidità relativa: per questo motivo, a parità di temperatura, percepiamo una diversa sensazione di calore in base all'umidità relativa.

E' stato elaborato un indice che tenga conto di entrambi questi valori, chiamato THI (Thermo Hygrometric Index). Questo indice viene utilizzato da decenni sia per gli esseri umani che per i bovini e fornisce un'indicazione del disagio da caldo.

Secondo gli studiosi, raggiunto un certo livello di THI, il disagio diviene rapidamente mortalità. Le statistiche infatti dimostrano che con un livello di THI superiore a 70, la mortalità dei bovini aumenta drasticamente, come se venisse superato un limite di sopportazione fisiologico.

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Mortalità di bovini in base al THI (Thermo Hygrometric Index)

E' evidente che raffrescando le vacche prima di superare questo limite, i costi per la mortalità delle vacche verranno minimizzati.

Gli effetti dello stress da caldo sulla lattazione

Questo studio del prof. Dahl (l'ennesimo), del dipartimento di scienze animali dell'università della Florida (USA) http://dairy.ifas.ufl.edu/dpc/2012/Dahl.pdf dimostra invece che lo stress da caldo riduce la produttività del bovino nella produzione del latte.

Particolarmente interessanti le considerazioni secondo cui il rischio da stress da caldo correlato al THI incide in diverse direzioni sulla produttività della bovina in lattazione.

Un primo aspetto, forse il più importante, è la durata dell'esposizione al caldo: mentre a fronte di brevi situazioni di stress da caldo gli effetti negativi si manifestano sotto forma di ridotta produzione di latte e rientrano nelle 24-48 ore successive all'evento, in caso di stress da caldo prolungati anche di sole 72 ore, si hanno effetti negativi per tutta la lattazione.

Valori di THI critici vengono superati per intere settimane consecutive, come dimostrano i dati meteo sulla pianura padana degli ultimi decenni.

Ecco perché è importante continuare a raffrescare le vacche durante tutta la stagione estiva, operazione possibile solo con sistemi di nebbia "secca", che diversamente dalle doccette tradizionali, non bagnano e non hanno effetti negativi sull'animale e sulla stalla.

Intervenendo preventivamente è possibile ridurre il calo di produzione di latte che si verifica nel corso dell'estate.

Un secondo aspetto è lo stato fisiologico della vacca. Quando infatti la bovina è in lattazione, produce fino al 50% di calore in più ed è di conseguenza, molto più sensibile al caldo e allo stress da THI elevato.

Il valore di soglia si riduce anche di 5°C rispetto alle bovine in asciutta.

nebulizzazione in linea stallaI professori del dipartimento di scienze animali dell'università della Florida ritengono che gli effetti del THI siano attualmente sottostimati. Il valore di THI al di sopra del quale si ha un calo della lattazione è di 65.

Con valori di THI compresi tra 65 e 73, il decremento produttivo è, in media, di 2,2 kg di latte al giorno.

Occorre dunque iniziare a raffescare la vacca in lattazione (che abbia una produzione giornaliera di 35 kg di latte) quando il THI raggiunge un valore di 65.

Un terzo aspetto da considerare è l’effetto del calore radiante. Il calore radiante è strettamente correlato alla temperatura rettale ed al decremento produttivo, e l’effetto negativo è critico quando vi è un’intensa irradiazione solare, in assenza di adeguati sistemi di raffrescamento.

Durante la stagione estiva viene rilevata anche una riduzione delle percentuali di grasso e di proteine nel latte prodotto. Meno 0,4% di grassi e meno 0,2% di proteine del latte. Anche questo inconveniente é causato dalle elevate temperature e dallo stress da caldo.

Le caratteristiche della zona, come la vicinanza al mare (che porta le classiche brezze marine a rinfrescare e ridurre l'umidità), o la possibilità di soggiornare all'aperto migliorano la curva di lattazione.

La stabulazione in luoghi sovraffollati, l'assenza di protezione dall'irraggiamento e la scarsa ventilazione sono ulteriori fattori che aggravano lo stress da caldo.

La fascia di temperatura ideale per una bovina in lattazione, è compresa tra -5 e 23,9°C. Al di sopra del valore massimo, si iniziano ad osservare le prime ripercussioni sulla produzione: diminuiscono sia la quantità di latte, sia le percentuali di solidi non grassi, delle proteine, del lattosio e del grasso nel latte.

Secondo alcuni studi effettuati in Olanda, la temperatura al di sopra della quale si verifica lo stress del bovino é di 17°C.

Il calo della produzione di latte, fino al 20%, è dovuto in buona parte alla ridotta alimentazione della bovina, che mangia meno per non scaldarsi ulteriormente durante la digestione.

L'idratazione corporea viene utilizzata in buona parte per la sudorazione del bovino; la circolazione sanguigna viene deviata dalle mammelle alla circolazione periferica per dissipare meglio il calore.

Proteggere le bovine in asciutta con l’ombra e con sistemi di raffrescamento (nebulizzatori e ventilatori) permette di limitare le perdite da stress da caldo nella lattazione successiva (+ 3,5 kg di latte/giorno, nell'intera lattazione, rispetto a bovine che dispongono solo di ombreggiamento).

Il raffrescamento ha effetti positivi anche sul sistema immunitario delle bovine in asciutta (in particolare le difese acquisite) cosa che le rende più resistenti alle infezioni mammarie durante il primo stadio della lattazione.

I sintomi dello stress da caldo

I bovini si difendono dal caldo tramite la traspirazione e la sudorazione, che permette di dissipare il calore in eccesso grazie all’evaporazione dell’acqua dalla cute. Esattamente lo stesso processo fisico che avviene nell'essere umano e che regola il meccanismo di raffrescamento mediante la nebulizzazione.

Quando il caldo aumenta, il bovino mette in atto strategie per ridurre le attività che generano calore interno (alimentarsi, produrre latte, muoversi) e incrementa le attività di dispersione del calore (sudorazione, aumento della respirazione e della salivazione).

Lo stress da caldo può essere cosi facilmente individuato osservando il comportamento dell'animale: le vacche respirano affannosamente, sudano, sono agitate, non si sdraiano, bevono di piú per compensare la sudorazione e mangiano meno. Talvolta cercano le zone fangose e respirano a bocca aperta e con la lingua fuori.

Meccanismi comportamentali del tutto simili a quelli umani, che portano a una riduzione della produzione di latte e, se trascurate, possono portare alla morte del bovino.

Effetti delle elevate temperature estive sulla riproduzione bovina

Lo stress da caldo causa una riduzione del tasso di concepimento (-20/30%), un aumento del rischio di aborti entro il terzo mese di gravidanza, diminuiscono le manifestazioni estrali, la durata e la manifestazione dell'estro. (Heat stress in Dairy Cattle, Annual Conference of the Australian Veterinary Association – Australia)

Il motivo principale di questo fatto é la ridotta alimentazione, che rende piú difficile il proseguimento della gravidanza della bovina.

Inoltre lo stress da caldo nell'ultimo trimestre di gravidanza comporta la nascita di vitelli sottopeso fino all'8% e il colostro é di cattiva qualitá e gli effetti negativi si ripercuotono anche sulla lattazione.

Anche le manze che subiscono lo stress da caldo hanno un minor peso corporeo (fino al 16%) e questo influenza negativamente la lattazione.

Effetti sanitari del caldo sul bovino

Il caldo umido favorisce l’insorgenza di mastiti ambientali, poiché le bovine tendono a sdraiarsi su superfici umide, imbrattate da feci, o nel fango, favorendo la contaminazione batterica della mammella e la colonizzazione del canale del capezzolo.

La sudorazione intensa porta alla perdita di elettroliti (Sodio, Potassio), non reintegrati con l’alimento, e la respirazione affannosa causa l'aumento di anidride carbonica, diminuzione del pH nel sangue alcalosi respiratoria.

La riduzione dell’appetito porta ad uno squilibrio metabolico, dovuto al minor consumo di fibra (le bovine preferiscono i concentrati), alla minor masticazione, con riduzione dell’effetto tampone della saliva sul contenuto ruminale (la saliva viene dispersa dalla bocca aperta, per favorire la ventilazione polmonare).

Tutto questo può causare l’acidosi ruminale sub-acuta (“sara”), che predispone alla laminite ed alle lesioni podali.

Nel sangue si verifica un calo degli ormoni della crescita, della prolattina e degli ormoni tiroidei, riduzione della calcemia, aumento dell’urea ematica, ipoglicemia ed ipercolesterolemia.

raffrescamento_stalla_boviniStrategie per prevenire lo stress da caldo del bovino

Prevenire lo stress da caldo, anziché combatterlo quando ormai è in atto, è la strategia più corretta, secondo quanto universalmente stabilito dai ricercatori.

A livello pratico, gli accorgimenti per ridurre lo stress da caldo sono vari, riguardano la forma di stabulazione, il management della mungitura, i sistemi di raffrescamento.

L’acqua fresca deve essere facilmente accessibile, in zone preferibilmente ombreggiate, vicine alla zona di alimentazione, riposo o mungitura. L’acqua deve essere pulita, fresca, di buona qualità e priva di impurità e microrganismi (incluse muffe ed alghe).

La presenza di pozze o stagni permettono alle bovine di rinfrescarsi adeguatamente , e non sono stati osservati effetti negativi apparenti sulla qualità del latte e sulla salute della mammella, tuttavia rappresentano un metodo controverso e comunque sono una possibile fonte di parassiti (leptospire) e germi.

Se l’edificio è piccolo e con il colmo del tetto chiuso, si può provvedere raffrescando il tetto con acqua, o dipingendolo con vernici riflettenti, anche se la soluzione migliore è rinfrescare direttamente le bovine.

Sia all’aperto che all’interno degli edifici, è utile ridurre la densità degli animali, in particolare creando piccoli gruppi nella sala d’attesa pre-mungitura.

La pulizia e la sanitizzazione degli ambienti e dei pavimenti deve essere particolarmente accurata, poiché con il caldo aumenta il rischio di mastiti ambientali

Le soluzioni MGF, la nebulizzazione efficace per ridurre lo stress da caldo

Le soluzioni di nebulizzazione MGF, composti da nebulizzatori semplici o combinati con ventilatori opportunamente dimensionati, consentono di ridurre sensibilmente gli effetti dello stress da caldo.

I sistemi a solo ugello nebulizzatore possono essere convenientemente abbinati ai ventilatori già presenti nella stalla in modo da rinfrescare l'aria calda proveniente dal tetto.

raffrescamento bovini ventilatori nebulizzatoriI vantaggi principali offerti dai sistemi di ventilazione e nebulizzazione MGF sono i seguenti:

  • non incrementano l'umidità ambientale grazie ai sistemi di controllo elettronici che calcolano il THI e modulano il funzionamento della pompa e del ventilatore, miscelando la giusta quantità di acqua nebulizzata all'aria del ventilatore
  • grazie alla ventilazione con brandeggio, favorisce l'evaporazione del sudore aumentando la dispersione del calore
  • consentono di localizzare il raffrescamento in prossimità delle corsie di alimentazione, incentivando il bovino a mangiare, mediante l'associazione fresco-mangiatoia
  • generando una nebulizzazione molto fine, non bagnano la lettiera o il pavimento della stalla, evitando in questo modo la proliferazione di microorganismi come parassiti (leptospire) e germi.
  • possono essere utilizzati con successo anche nelle sale di attesa, in quanto la nebbia molto fine evapora rapidamente e riduce il gocciolamento sulla mammella, che causa infezioni ed evita il ristagno di acqua sporca, riducendo la formazione di cariche batteriche
  • facilita le operazioni di mungitura, in quanto la bovina é maggiormente rilassata
  • facilita la disinfezione automatica degli ambienti, mediante la nebulizzazione di prodotti disinfettanti. La pulizia e la sanitizzazione degli ambienti e dei pavimenti deve essere particolarmente accurata, poiché con il caldo aumenta il rischio di mastiti ambientali.